Entrambi non hanno a cuore Ilaria Salis, men che meno le sue idee. Con una differenza sostanziale: se Angelo D’Orsi, ex docente di Storia delle Dottrine Politiche all’Università di Torino, conviene con l’eurodeputata di Alleanza Verdi e Sinistra sull’inappropriatezza del “controllo preventivo” operato dalle forze dell’ordine all’alba del 28 marzo scorso nella sua stanza d’albergo; d’altro avviso è Giorgio Mulè (FI), vicepresidente della Camera dei Deputati, per cui “non c’è stato nulla di così grave” da montarci sopra un caso e gridare allo “stato di polizia” effetto del “decreto Sicurezza”, come è stato fatto dalla Salis.