Assolto perché il fatto non sussiste. Si chiude così, davanti al tribunale di Cuneo, il processo a carico di un uomo del Saluzzese accusato di abbandono di persona incapace per aver lasciato la madre anziana al Pronto soccorso di Pinerolo. Il pubblico ministero aveva chiesto una condanna a quattro mesi, ma la giudice Elisabetta Meinardi ha stabilito che il fatto non sussiste.
La vicenda risale al febbraio 2020 in pieno periodo Covid. L’uomo aveva accompagnato la madre in ospedale dicendo: «Non riesco ad assisterla, cade spesso e non ho la possibilità di seguirla come servirebbe”. La donna, affetta da una grave patologia neurodegenerativa, non ha più lasciato le strutture: prima ricoverata in neurologia, poi trasferita in rsa. È morta nel 2023.
Un quadro famigliare complesso
In aula sono emersi elementi che hanno delineato un quadro più complesso. Il direttore della neurologia, ha spiegato che la paziente «non assumeva da tempo il farmaco specialistico» che le era stato prescritto e che le condizioni erano peggiorate anche per la mancanza di controlli. Ha inoltre riferito che il figlio aveva chiesto il rientro a casa con ambulanza, «come accaduto altre volte», ma che, insieme all’assistente sociale, si era deciso che non vi fossero le condizioni per un ritorno sicuro.








