È tornato in libertà dopo che la mamma è morta, il professionista barese di 47 anni, che era finito agli arresti domiciliari per averle staccato i dispositivi medici a cui era attaccata nell’ambito di una terapia oncologica. Lo ha deciso il giudice Giuseppe Montemurro, accogliendo l’istanza degli avvocati Patrizia Ciorciari e Flavio Romito, secondo i quali, dopo il decesso della donna avvenuto il 31 gennaio, erano venute meno le esigenze cautelari.

Il provvedimento del giudice – firmato su sollecitazione della pm Isabella Ginefra – era arrivato infatti per impedire all’uomo di avvicinarsi alla mamma 76enne. Prima sotto forma di divieto di avvicinamento poi, dopo il rifiuto di indossare il braccialetto elettronico, con gli arresti. Ma ora che la signora non c’è più, non esiste neanche il motivo per cui il professionista debba restare ristretto nella sua abitazione.

L’uomo è indagato per tentato omicidio, per aver staccato i dispositivi utilizzati per somministrare le terapie alla donna, che comunque era in condizioni di salute molto gravi. L’episodio contestato è avvenuto il 15 dicembre e segnalato ai carabinieri da un’infermiera che assisteva l’anziana. La 76enne era stata ricoverata all’ospedale Di Venere, dove è deceduta pochi giorni fa.