"Non c'è paese, in Sicilia, in cui la Passione di Cristo non riviva attraverso una vera e propria rappresentazione".

Così scriveva nel 1965 Leonardo Sciascia nel saggio 'Feste religiose in Sicilia', dove sacro e profano rendono la Settimana Santa un'esperienza intensa e coinvolgente che unisce fede, identità e cultura. I riti pasquali in tutta l'isola sono una festa spettacolare tra tradizione e spiritualità: le strade diventano teatro, le comunità si riconoscono nei propri riti e la devozione si intreccia con musica, artigianato e gesti antichi. A Enna, nel cuore dell'isola, la processione del Venerdì Santo, il 3 aprile, vede sfilare 2.500 confratelli incappucciati, accompagnati da marce funebri; i riti culminano nella Domenica di Pasqua con la 'Paci', processione scenografica in cui le statue della Madonna e del Cristo Risorto si incontrano tra applausi, suoni di banda e il volo di colombe. I riti si chiudono con la 'Spartenza' il 12 aprile, quando le statue del Cristo Risorto e della Madonna, dopo aver condiviso una settimana nel Duomo, si separano. Ogni borgo e ogni cittadina ha una sua personale e caratteristica Settimana Santa: a Pietraperzia il 3 aprile si celebra 'Lu Signuri di li Fasci' con 200 fasce di lino che avvolgono scenograficamente un grande crocifisso; a Piazza Armerina, sempre il Venerdì Santo si svolge una scenografica sfilata del Crocifisso. Il 4 aprile a Centuripe c'è la 'La Tiledda', la suggestiva 'caduta' dell'antica tela quaresimale, mentre il 5 aprile ad Aidone si assiste al rito dell'incontro che culmina con la caduta del velo nero dell'Addolorata 'A Giunta'.