Il presidente serbo, Aleksandar Vučić, a notte fonda ha dichiarato una vittoria per 10 a zero nel voto che si è tenuto ieri in dieci municipalità del Paese, in un test considerato per lui importante in cui per la prima volta il suo avversario era il movimento di protesta studentesco, che da un anno e mezzo è la sua spina nel fianco e che si è comunque affermato con buoni risultati.

Al termine di un mese di campagna elettorale segnata da tensione, denunce di irregolarità da parte degli studenti e da una propaganda battente, soprattutto dei media filo-governativi; al termine di un mese in cui Vučić si è speso di persona recandosi in tutti i 10 Comuni dove si votava - per un totale di 247.000 elettori - e di una giornata elettorale in cui i media segnalano ovunque episodi di violenza e intimidazione, il presidente ha stasera dato sfogo a una temperata soddisfazione.

Ma si tratta di una vittoria più formale che altro, perché se nel Comune di Kladovo il Partito progressista (nazionalista di centrodestra) di Vučić (Sns) ha registrato la vittoria più convincente, con quasi il 70% dei voti a fronte di un 30% scarso per la lista studentesca, a Kula l'Sns ha avuto ragione degli avversati - i 'blocaderi' come li chiama l'establishment di governo - di soli 513 voti in più. Incalza la lista del movimento di protesta anche ad Arandjelovac, dove ha ottenuto il44,9% contro il 52,9% dell'Sns.