"La Serbia sarà sempre con la Serbia": Così il presidente della Serbia, Aleksandar Vučić, ha salutato la vittoria nelle elezioni presidenziali nella Republika Srpska (Rs) di Bosnia del candidato nazionalista Siniša Karan, delfino di Milorad Dodik.
Karan è uscito vincitore con un vantaggio di circa 11mila voti dopo la ripetizione parziale ieri in 136 seggi elettorali del voto delle presidenziali anticipate del 23 novembre scorso.
Il Partito dei Socialdemocratici Indipendenti (Snsd), nazionalista, ha annunciato la vittoria del suo candidato subito dopo la chiusura delle urne, domenica sera. Karan si è rivolto al pubblico, sottolineando che questa vittoria rappresenta la difesa del diritto del popolo a decidere del proprio destino: "Si tratta di una chiara risposta del popolo ai tentativi di abusare delle istituzioni giudiziarie", ha affermato Karan, aggiungendo che la sua elezione ha preservato la sovranità del popolo serbo. Anche l'ex presidente dell'Rs e suo mentore, Dodik, deposto lo scorso agosto, si è congratulato con lui: "Oggi la differenza è maggiore rispetto a novembre. Abbiamo sconfitto Christian Schmidt e i fattori internazionali che qui hanno seminato il caos", ha detto, riferendosi all'inviato speciale della comunità internazionale per la Bosnia, la cui autorità Dodik non riconosce. Proprio per non averne rispettato le indicazioni, Dodik è stato condannato a sei anni di interdizione dai pubblici uffici dal Tribunale di Sarajevo e quindi deposto. Ora l'ispirazione separatista dei nazionalisti dell'Snsd rischia di continuare a spingere la Rs in rotta di collisione con la Federazione croato-musulmana e con l'autorità federale di Sarajevo.






