Per il presidente serbo Aleksandar Vucic, il suo Partito del progresso (Sns,conservatore) ha attualmente un consenso elettorale del 46,7%, mentre a distanza siderale si colloca al secondo posto una eventuale lista del movimento studentesco in agitazione, che stando ai dati in suo possesso potrebbe contare sul 5,9% dei voti.
Terza forza sarebbe per Vucic il Partito socialista serbo (Sps) del ministro dell'interno Ivica Dacic, attestato al 5,7%, seguito da un movimento guidato da Savo Manojlovic con il 5,2% e da un partito che fa capo a Dragan Djilas, uno dei leader dell'opposizione, che avrebbe solo il 3,7% dei consensi.
Tutti gli altri partiti oscillerebbero fra l'1% e il 2%.
La soglia di sbarramento per l'ingresso nel parlamento serbo è al 3%.
In dichiarazioni fatte ieri sera alla tv privata Prva, Vucic è tornato a condannare le azioni di protesta di studenti e forze di opposizione che, a suo dire, da sette mesi "terrorizzano" la popolazione con iniziative illegali, blocchi stradali improvvisati e non annunciati, occupazioni illegittime di facoltà universitarie. E si è riferito, tra l'altro, alla recente protesta inscenata da un gruppo di professori e personale universitario davanti alla sede del governo nel centro di Belgrado, con tende e gazebo che bloccano da oltre una settimana uno degli incroci stradali nevralgici della capitale serba. "Oggi erano solo in 16 a bloccare l'incrocio tra Kneza Milosa e Nemanjina. Sarebbe bastato l'intervento di un solo poliziotto per mandarli via e rimuovere il blocco. Ma non lo abbiamo fatto per mostrare alla gente di cosa effettivamente si tratta. Vogliamo mostrare alla popolazione che ci sono persone senza vergogna e a un tale livello di sfrontatezza. Vogliamo mostrare che si tratta di una politica distruttiva, e che noi non intendiamo ricorrere alla forza, fino all'ultimo momento".






