Le prossime elezioni parlamentari in Serbia si terranno alla fine del 2026 o inizio 2027.
Lo ha detto il presidente Aleksandar Vucic, sottolineando come il Paese sia ora impegnato nei preparativi di Expo 2027, la rassegna specializzata che si terrà fra due anni a Belgrado.
"Quelli che protestano chiedono quando ci saranno nuove elezioni.
Le elezioni si terranno o alla fine del prossimo anno o al'inizio del 2027. Questo è quanto. Da noi si è votato un anno fa, e ora ci stiamo preparando alla Expo specializzata del 2027", ha detto Vucic intervenendo oggi al Forum sulla sicurezza Globsek 2025 di Praga. Rispondendo a domande nell'ambito di un panel al quale ha partecipato, Vucic ha osservato se sia concepibile che da sette mesi si blocchino strade, ponti, incroci principali e si tengano occupate tutte le facoltà universitarie. "E tutto ciò in modo illegale, senza alcun annuncio o preavviso alla polizia. Noi ci siamo occupati di tutto ciò nel modo più corretto possibile, senza alcun intervento della polizia, cosa che è del tutto differente con quanto avviene con i Paesi cosidetti più democratici d'Europa", ha affermato il presidente serbo. E ha osservato che se qualcuno per esempio dovesse bloccare l'autostrada fra l'Aja e Amsterdam, la polizia interverrebbe picchiando duramente i dimostranti. "Se la stessa cosa avvenisse in Germania o in Francia, la reazione sarebbe analoga. Noi in Serbia questo non lo facciamo, noi consentiamo loro di protestare, e di farlo senza alcun limite, e con ciò non abbiamo alcun problema", ha detto Vucic, che ha poi risposto polemicamente a una domanda relativa ad arresti ed espulsioni di persone dalla Serbia. "Ditemi di preciso chi, ditemi concretamente chi abbiamo cacciato via. E' sempre così, e (l'ex inviato Ue per il dialogo sul Kosovo) Miroslav Lajcak aveva perfettamente ragione sostenendo che tante cose si basano su dei twitt e annunci sui social. Mentre quando si affrontano le questioni concrete, allora si assiste ad affermazioni diverse". Il presidente ha al tempo stesso ammesso che negli ultimi sette mesi sono state temporaneamente allontanate dalla Serbia 34 persone, non cittadini serbi ma stranieri che avevano partecipato a manifestazioni e proteste. Tutti hanno il diritto di protestare, ha osservato Vucic. "Noi siamo un Paese democratico e io non ho nulla in contrario (rispetto alle proteste). Quello che è importante è vedere cosa si fa quando si attua una protesta". Il presidente serbo ha quindi ribadito che alcuni Paesi democratici affrontano i dimostranti picchiandoli, mentre si accusa la Serbia di non essere altrettanto democratica poichè non fa la stessa cosa.







