Ieri sulla prima pagina di Repubblica si leggeva questo titolo: «Amato: “I giovani ci salveranno dalle autocrazie”». Sotto hanno scritto che «nel No al Referendum ha pesato lo stop delle nuove generazioni al modello Trump». Vicino c’era un altro titolo: «Gli adolescenti, il coltello, lo smartphone». Antonio Scurati ha commentato la dolorosa vicenda scolastica di Bergamo dei giorni scorsi (“I nostri figli perduti tra coltelli e smartphone”). Ricordando un suo vecchio racconto ha osservato che «nei vent’anni» trascorsi dall’uscita di quel libro «la violenza omicida adolescenziale in ambiente scolastico è, purtroppo, passata dall’invenzione letteraria alla cronaca nera». Lo scrittore lamenta poi «la dilagante irrealtà psicotica dei social» riflettendo allarmato su «questi figli» che «vivono esclusivamente nelle nicchie aeree della spietata irrealtà digitale». Sembrano due orizzonti contraddittori. I giovani sono salvatori politici o figli bisognosi di salvezza? Non solo. Il primo titolo non convince perché, numeri alla mano, non c’è grande differenza quantitativa tra i giovani che al referendum hanno votato No e quelli del Sì.
Peraltro quasi la metà degli aventi diritto fra 18 e 34 anni non ha votato. E poi: i giovani che manifestano nelle piazze vogliono salvarci dal pericolo apocalittico rappresentato dal presidente Usa e dal governo Meloni? E i bombardamenti di Putin, il potente regime cinese, il terrorismo islamista, l’orrore dell’Iran e della Corea del Nord (per non parlare di Cuba e del Venezuela)? Nel secondo caso - pur considerando tutti gli accoltellamenti e gli altri episodi di violenza giovanile - va ricordato che la grande maggioranza dei giovani non delinque. Gli esperti parlano di una generazione che non di rado fatica a gestire le emozioni e a controllare le reazioni. È vero quindi che c’è una fragilità diffusa. È una generazione che chiede salvezza più che una generazione di salvatori politici. Gli stessi media da anni ce ne rappresentano i problemi, specie dopo il ciclone Covid. Si sono letti scenari allarmanti.









