Il decreto Sicurezza, che entrerà in vigore il 31 marzo, è "l'ennesimo spot propagandistico che scarica sulle spalle dei poliziotti e dei cittadini costi e rischi inutili. Serve ben altro per la vera sicurezza". Così la segreteria nazionale del sindacato di polizia Silp Cgil, secondo cui il provvedimento "sceglie la strada della repressione emergenziale e della comunicazione mediatica invece di investire in soluzioni strutturali e concrete per il comparto sicurezza per il Paese".

"Non contestiamo - spiega il Silp - la necessità di contrastare la violenza di piazza o il porto abusivo di armi bianche. Ma questo decreto non è la risposta. Soprattutto la sicurezza non si fa a costo zero. Soprattutto si dimentica che l'attività prioritaria delle forze di polizia è legata al contrasto alla criminalità organizzata e alla prevenzione: questi decreti sicurezza non contengono nulla da questo punto di vista".

"Il fermo preventivo fino a 12 ore, le perquisizioni immediate, le zone rosse e i Daspo estesi - afferma il segretario generale Silp Cgil, Pietro Colapietro - richiedono personale, strutture di custodia temporanea, tempi di gestione e coordinamento che le forze di polizia semplicemente non hanno. Con organici già sotto di migliaia di unità, turni massacranti e pensionamenti che superano le assunzioni, questo provvedimento scarica sui poliziotti responsabilità ulteriori senza dotarli degli strumenti minimi per esercitarle in sicurezza".