Roma, 2 feb. (askanews) – Tutela processuale per gli agenti, stretta sui coltelli e fermo preventivo per i manifestanti sospetti. Sono le tre norme del pacchetto sicurezza, inizialmente previste nel disegno di legge, che dovrebbero confluire nel decreto legge. Gli approfondimenti giuridici proseguiranno da qui a mercoledì, quando in Consiglio dei ministri saranno varati entrambi i provvedimenti, e proseguirà probabilmente anche il braccio di ferro tra gli alleati. Il cosiddetto “fermo di prevenzione” che prevede “la possibilità per gli ufficiali e gli agenti di polizia di trattenere per non oltre 12 ore per gli accertamenti di polizia persone sospettate di costituire un pericolo per il pacifico svolgimento della manifestazione”, infatti, suscita perplessità in Forza Italia. “Molte volte in Italia ci si dimentica di norme che sono in vigore, come l’obbligo di firma” per cui ad esempio “un tifoso che non può andare allo stadio viene chiamato a firmare all’ora della partita per avere la garanzia che all’ora della partita stia al commissariato e non allo stadio”, fa notare il presidente dei senatori azzurri Maurizio Gasparri, presente al vertice di governo a Palazzo Chigi mentre il vicepremier e segretario Antonio Tajani, impegnato nelle regioni del sud colpite dal maltempo, è collegato da remoto. Ed è sempre una norma pensata contro la violenza negli stadi l’alternativa proposta da Tajani: “Bisogna impedire a chi è già pregiudicato di reati violenti commessi durante le manifestazioni di partecipare, come avviene con il daspo per il calcio”.
Il decreto sicurezza: misure a tutela degli agenti e stretta sui coltelli. Si discute sul fermo preventivo
FI frena: usare l’obbligo di firma o il Daspo. La Lega soddisfatta ma insiste sulla cauzione











