Fuori la cauzione per gli organizzatori delle manifestazioni chiesta dalla Lega di Matteo Salvini. Dentro la stretta sui coltelli e l’estensione del Daspo urbano, ma anche, riscritte, le altre due misure controverse: lo scudo per gli agenti e chiunque altro ricorra alle armi o alla forza «in presenza di una causa di giustificazione», modificato con la previsione di un doppio registro - quello classico degli indagati e uno separato per coloro che i Pm ritengono aver agito per legittima difesa - e il «fermo di prevenzione», fortemente ridimensionato. Il faldone sicurezza da 80 pagine - un decreto e un Ddl - riveduto e corretto dal Governo per rispondere alla richiesta di Giorgia Meloni di scriverlo «a prova di Costituzione» è stato trasmesso ieri da Palazzo Chigi al Colle, con la speranza di approvarlo giovedì 5 febbraio in Consiglio dei ministri.
«Non arretriamo, servono chiarezza e impegno da parte di tutti», la promessa consegnata a Far West su Rai Tre dalla premier, che ha ricevuto una delegazione della trasmissione per stringere la mano all’inviata Bianca Leonardi, aggredita con la troupe da un gruppo di antagonisti durante il corteo di sabato a Torino contro lo sgombero di Askatasuna.










