Le tragedie greche “viste attraverso gli occhi dei personaggi che nella versione classica non avevano battute. È incredibile come questi testi, analizzati e rivisti dai miei allievi, rivelino nuove sfaccettature. Così attuali – riflette Pino Petruzzelli - prendiamo il tema della guerra: se la ripensi anni dopo, sei così sicuro che inneggeresti ancora al conflitto? Ecco: questo è stato il punto di partenza di profonde riflessioni”. Nasce dall’incontro tra gli allievi del corso di scrittura teatrale dell’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio D’Amico” di Roma, condotto dal drammaturgo e attore Pino Petruzzelli, e quelli della Scuola di recitazione Mariangela Melato del Teatro Nazionale di Genova diretta da Elisabetta Pozzi, la Maratona Edipo. Un evento coordinato da Pozzi e Daniele D’Angelo, in scena nel Teatrino di Palazzo Ducale da lunedì 30 marzo a mercoledì primo aprile, che è il gran finale della nuova edizione di De Gustibus, rassegna nata per dare spazio ai giovani autori under 35.
Le donne di Tebe che si ribellano alle stragi; Polinice che si scaglia contro una guerra imposta: le storie di Sofocle e di Eschilo tornano a parlarci – attraverso le voci di personaggi che nella rappresentazione classica restavano muti – in Maratona Edipo. Saranno due i momenti di spettacolo: lunedì 30 marzo e mercoledì primo aprile (alle 18), con un incontro martedì 31 marzo (alle 11), a ingresso gratuito su prenotazione, in cui gli spettatori delle due serate potranno confrontarsi con i protagonisti sui temi dei testi. Ispirandosi all’Edipo di Sofocle e a Sette a Tebe di Eschilo, le allieve e gli allievi dell’Accademia “Silvio D’Amico” hanno scritto brevi monologhi, in cui a parlare sono alcuni personaggi delle due tragedie: che raccontano la loro storia da una diversa prospettiva. A dare voce a questi testi saranno ancora gli allievi e le allieve della Scuola di Recitazione di Genova. In tutto, ventisette giovani artisti: di cui tredici in scena, quattro del Conservatorio Paganini che accompagneranno le parole con la musica e gli altri hanno firmato i dialoghi ispirati ai personaggi tragici dando loro nuova vita. “Questi testi sono stati portati e letti dai miei allievi al Teatro Olimpico di Vicenza – spiega Petruzzelli – amo la capacità di espressione dei giovani. Quando esco dall’Accademia dove tengo i miei corsi, mi rendo conto che ho imparato più io di loro”.







