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L’accusa di Ceccarelli contro le toghe militanti
«Preannuncio la mia volontà di rassegnare le dimissioni dal Comitato direttivo centrale dell'Anm». È la frase di esordio del discorso tenuto da Natalia Ceccarelli, magistrato, esponente di «Articolo Centouno» che si era schierata per il Sì al referendum e - alla riunione del Comitato direttivo centrale della associazione nazionale dei magistrati - ha annunciato la sua decisione di lasciare i vertici dell'Anm. Un discorso duro che non ha fatto sconti a nessuno e ha accusato il fronte dei colleghi che si è organizzato e apertamente schierati per il «No».
La Ceccarelli rivendica il pieno diritto della politica quando agisce, come in questo caso, «nel rispetto delle procedure di revisione costituzionale», mentre stigmatizza i colleghi che hanno reagito alla riforma con una «martellante campagna di disinformazione senza farsi scrupolo di utilizzare i più discutibili luoghi di diffusione, ivi compresi i luoghi di culto». Fin dall'inizio del suo breve discorso (poco più di tre minuti) Ceccarelli bacchetta i colleghi colpevoli di aver prodotto «un danno di immagine irreversibile»






