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"Non ho aderito ai comitati, basta il mio cognome. Ma farò la mia parte"

"Non ho aderito ai comitati per il Sì per un motivo semplice: il mio comitato sono me medesima, per il cognome che porto". C'è una donna per la quale la riforma della giustizia varata giovedì dal Parlamento è un pezzo di vita. Un passaggio atteso da quarantadue anni, dalla mattina di giugno in cui Enzo Tortora, il presentatore più amato dagli italiani, venne arrestato dai carabinieri su ordine della magistratura napoletana, accusato di crimini terribili che non aveva commesso, e sepolto in carcere. Sua figlia Gaia aveva quattordici anni. La lotta per una giustizia migliore è stata la sua battaglia per tutti questi anni, e molti hanno pensato a lei per dare un volto ai comitati che si batteranno per la conferma della riforma quando la primavera prossima gli italiani saranno chiamati al referendum. "Ho ringraziato e ho declinato. Non vuol dire che mi farò i fatti miei, perché i fatti miei non me li sono mai fatti. Voglio soltanto poter dire in questi mesi quello che penso, quando e come mi pare, senza chiedere il permesso".