Stai utilizzando Internet Eplorer: è un browser molto vecchio, non sicuro, e non più supportato neanche da Microsoft stessa, che l'ha creato.

Per favore utilizza un browser moderno come Edge, Firefox, Chrome o uno qualunque degli altri a disposizione gratuitamente.

Il pm che ha votato Sì Anna Gallucci straccia anche la tessera di Mi: "Non mi ha mai difesa"

«Lunedì ho formalizzato le mie dimissioni da Magistratura indipendente e dall'Anm». Il cellulare della pm di Pesaro Anna Gallucci vibrerà nervosamente dopo la nostra intervista, i fattacci di Fano la terranno impegnata tutto il giorno. Di buon mattino abbiamo intercettato il suo sfogo, lei che da magistrato ha votato Sì al referendum e che in cambio ha ricevuto - per iscritto, su una delle tante chat di magistrati - irrisioni, battute di chi invitava a non riconoscerla più come collega. E c'è persino chi, come il senatore M5s Roberto Scarpinato, avrebbe avuto accesso al suo fascicolo personale al Csm in qualità di parlamentare. «Che Scarpinato abbia avuto accesso agli atti l'ho appreso dai giornali», ci dice il magistrato. Colpa di una sua intervista, quando rivelò che il suo procuratore capo a Termini Imerese le avrebbe detto di dare la priorità alla lista «Noi con Salvini», idea condivisa (a detta del Procuratore) con l'allora Pg, oggi al Senato con il M5s. «Ho maturato la scelta di lasciare Mi e l'Anm nel corso del tempo, non rinnego nulla di quello che ho fatto (è stata anche presidente della sottosezione Anm di Rimini) ma c'è stato un punto di non ritorno. Lo svolgimento della campagna referendaria, con mistificazioni della realtà e un atteggiamento dell'Anm più simile ad un partito».