Segui tutte le inchieste del Fatto Quotidiano
29 MARZO 2026
Ultimo aggiornamento: 19:52
La reintroduzione dei test di genere da parte del Comitato olimpico internazionale per i Giochi Olimpici del 2028 a Los Angeles è “una mancanza di rispetto per le donne“. A parlare è la sudafricana Caster Semenya, due volte campionessa olimpica negli 800 metri. L’ex atleta iperandrogena si è anche detta delusa per il fatto che la misura sia stata adottata sotto la guida della nuova presidente del Cio, Kirsty Coventry, africana e nata nello Zimbawe: “A livello personale, il fatto che sia una donna africana, che sa quanto le donne africane e le donne del Sud del mondo siano colpite da questo problema, ovviamente causa danni“, ha affermato Semenya in una conferenza stampa domenica a Città del Capo a margine di un evento sportivo.
Da ora in poi, infatti, tutte le atlete che vogliono partecipare a una gara femminile sono costrette a sottoporsi a uno screening del gene Sry. A stabilirlo è stato il Comitato Olimpico Internazionale, piegandosi di fatto all’orientamento di Donald Trump e al suo ordine esecutivo sullo sport femminile introdotto in vista dei Giochi di Los Angeles 2028. Il Cio ha affermato nei giorni scorsi che “l’ammissibilità a qualsiasi evento di categoria femminile ai Giochi Olimpici o a qualsiasi altro evento del Cio, inclusi gli sport individuali e di squadra, è ora limitata alle donne biologiche“.













