Casella e il dilemma dell’artista nel potere: parole e musica in Biblioteca Casanatense
Come può un artista restare libero quando vive — volontariamente o per necessità — dentro un sistema autoritario che pretende di orientare l’arte, la cultura e perfino il pensiero? A partire dalla figura complessa di Alfredo Casella, uno dei musicisti più influenti del Novecento italiano, si sviluppa l’incontro che lunedì 30 marzo alle ore 11 la Biblioteca Casanatense, via San Ignazio 52, dedica al rapporto tra creatività e potere, tra adesione e autonomia, tra sopravvivenza culturale e libertà espressiva.
Casella, compositore, musicologo e organizzatore di primo piano, fu negli anni Trenta un convinto sostenitore del regime fascista. Una scelta che pesò sulla sua biografia e che continua a suscitare interrogativi, proprio perché convive con aspetti apparentemente antitetici: da un lato l’allineamento alla retorica dell’“italianità”, dall’altro una ricerca di modernità e respiro europeo che emergono anche dagli 83 articoli scritti tra il 1925 e il 1946 per il “Christian Science Monitor”, quotidiano statunitense non sottoposto alla censura italiana. Lì Casella parla con libertà maggiore, mostrando un giudizio spesso più sfumato rispetto alle sue prese di posizione pubbliche in patria.






