Guerra Usa-Iran, dai Marines ai paracadutisti: il Pentagono prepara l'assalto finale. «Incursioni delle forze speciali, non un'invasione»

Qualsiasi potenziale operazione di terra non si configurerebbe come un'invasione su vasta scala, ma potrebbe invece prevedere incursioni condotte da un mix di forze speciali e truppe di fanteria convenzionali

domenica 29 marzo 2026 di Marco Prestisimone

Donald Trump continua a sostenere che la guerra in Medio Oriente sta per finire. Eppure migliaia di marines a bordo di navi anfibie della Marina Usa, appartenenti alla 31ª e all'11ª unità di spedizione, sono stati dispiegati dall'Asia. Altri 2.000 paracadutisti dell'82ª divisione aviotrasportata sono stati inviati nella zona delle operazioni: il loro compito è quello di essere dispiegati in tutto il mondo entro 18 ore dall'avviso e di effettuare assalti con il paracadute, anche contro un «aeroporto difeso», in preparazione di ulteriori operazioni di terra. È per questo motivo che neanche più i mercati credono ai comunicati della Casa Bianca, ma si affidano alle indiscrezioni giornalistiche e ai movimenti delle truppe. Secondo il Washington Post, che cita dei funzionari americani, il Pentagono si sta preparando a «settimane di operazioni di terra in Iran». Potrebbe trattarsi di una nuova pericolosa fase della guerra qualora il presidente Trump decidesse di intensificare il conflitto. E il raid alla base in Arabia Saudita, con conseguente distruzione di un aereo sentinella fondamentale per le operazioni, potrebbe essere stata la miccia decisiva.