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2 APRILE 2026
Ultimo aggiornamento: 7:56
“Noi abbiamo tutte le carte in mano. Loro non ne hanno nessuna”. Così Donald Trump, in un discorso alla nazione mercoledì sera, ha descritto la guerra in Iran e cercato di rassicurare gli americani e i mercati globali. Affermando che il “breve viaggio” militare degli Stati Uniti in Medio Oriente è un successo “in fase di conclusione”, ha spiegato che Washington ha quasi raggiunto “tutti gli obiettivi” che si prefiggeva. In un discorso durato 19 minuti, pronunciato nella Cross Hall della Casa Bianca, il presidente non ha comunque ancora una volta spiegato come e quando intende far finire un conflitto che appare in rapida escalation, che ha sconvolto l’economia mondiale e pesantemente intaccato le relazioni atlantiche. Colpiremo l’Iran “in modo estremamente duro nelle prossime due, tre settimane”, ha affermato il presidente, che ha aggiunto: “Siamo sul punto di porre fine alla sinistra minaccia dell’Iran per l’America e per il mondo”. Cosa avverrà dopo, come gli Stati Uniti intendono riaprire il canale di Hormuz alla navigazione, in che modo la minaccia nucleare iraniana è stata neutralizzata, che ne sarà del regime degli ayatollah, restano domande inevase che si allungano su un futuro sempre più incerto e confuso.






