BARCELLONA – Dalle coste miti della Catalogna fino alle strade tortuose che si arrampicano verso l’entroterra. Il debutto della nuova Cayenne Electric non avviene in una lussuosa via dello shopping ma sui tornanti di montagna di Roc de Rombau. La scelta non è affatto causale perché il Suv che nel 2002 ha riscritto la storia di Porsche torna oggi a rivoluzionare il proprio segmento, abbracciando l’elettrificazione senza rinunciare a quel DNA sportivo che da sempre definisce il marchio di Zuffenhausen.

Il contesto è quello delle montagne nei pressi del Pantà de Bassella, un bacino artificiale formato dalla sbarramento del fiume Segre, dove l’asfalto si fa tecnico e impegnativo. È proprio qui che emerge la vera natura della Cayenne Turbo Electric, capace di trasformarsi da Suv lussuoso a vera e propria supercar. D’altronde sono i numeri a parlare: fino a 850 kW di potenza, equivalenti a ben 1.156 cv, uno scatto da 0 a 100 km/h di un caccia militare e coperto in appena 2,5 secondi, uno 0-200 km/h bruciato in 7,4 secondi e una velocità massima limitata a 260 km/h. Prestazioni che la rendono la Porsche di serie più potente mai realizzata.

Eppure ridurre la nuova Cayenne Turbo a una semplice esibizione di numeri sarebbe limitato. L’esperienza di guida e a bordo non ha nulla a che invidiare a una sportiva di Zuffenhausen. Lo si può immaginare già ammirando le sue forme tese e pronte ad aggredire l’asfalto. Il cofano che scende basso verso la calandra, dotata di aerodinamica attiva, i sottili fari Matrix LED che allargano visivamente la vettura. Anche la silhouette laterale ricorda la sagoma delle altre Porsche, mentre sul posteriore spicca la barra LED a tutta lunghezza e i flap che escono dal paraurti per migliorare l’efficienza aerodinamica che garantisce un CX di 0,25.