Con il conflitto in corso - ma non solo, come vedremo, perché la discesa era iniziata già in precedenza - naufraga (per ora) il progetto di rendere il Medioriente una sorta di nuovi Caraibi, come destinazione crocieristica. A certificarlo sono i dati sui passeggeri italiani raccolti da Ticketcrociere, la prima piattaforma di vendita di biglietti per il settore. Un trend, peraltro, confermato, anche a livello globale dai numeri di Clia (Cruise lines international association).
Il lancio dell’area mediorientale come destinazione invernale alternativa a quella caraibica, col vantaggio, per i clienti italiani, di essere più vicina ed economica rispetto alla vacanza oltreoceano, era iniziata nel 2021, mentre la pandemia di Covid iniziava ad allentarsi. Un itinerario, in particolare, ha segnato la ripartenza del mercato crocieristico dopo quello stop forzato: l’Arabia Saudita. Il regno si era aperto al turismo internazionale nel 2019, grazie al programma Vision 2030; due anni dopo, Msc Crociere, con la nave Bellissima, è stata la prima compagnia al mondo ad avere il permesso di attraccare a Gedda e partire per un itinerario sul Mar Rosso. Da allora, le crociere in Medioriente sono entrate nelle pianificazioni di molte altre società di navigazione, tra cui Costa Crociere, Norwegian Cruise Lines e Windstar Cruises. E le tappe si sono moltiplicate: oltre all’Arabia Saudita, gli Emirati Arabi, il Bahrein, l’Oman e il Qatar.








