Il caso di Ilaria Salis identificata dalla polizia a Roma in base a un “alert Schengen”, su richiesta della Germania; Bonelli e Fratoianni che dichiarano guerra a Berlino; la ghigliottina in piazza, le foto di Meloni, Nordio e La Russa a testa in giù e lo striscione di sostegno per l’anarchico Cospito (punto di riferimento della coppia saltata in aria a Roma mentre fabbricava una bomba); Giuseppe Conte in versione Zelig, pronto a ritornare un “Giuseppi” di sinistra, non prima di aver soffiato la leadership del campo largo al Pd; Elly Schlein sotto assedio che si rifugia nella retorica sul cambiamento dell’Unione europea, dimenticando che i socialisti sono il secondo gruppo parlamentare a Bruxelles e fanno parte della maggioranza che sostiene Ursula Von Der Leyen.
È una giornata di ordinaria follia dell’opposizione che si sente già al governo dell’Italia. Il fronte del No si è impossessato del discorso politico, l’Associazione nazionale magistrati sente di avere «una delega forte» e nessuno si interroga sulla trasformazione della magistratura in movimento plebiscitario. Nelle piazze si agitano fan dei dittatori e antisemiti, in televisione passano servizi che sembrano inviati da TeleTeheran.












