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28 MARZO 2026

Ultimo aggiornamento: 9:03

Aprile 2024, gli escavatori a 2.600 metri di quota si fermano. È la vittoria di cittadini e cittadine, ambientalisti e amanti della montagna, perché il progetto per estrarre acqua dal Lago Bianco, nel Parco nazionale dello Stelvio, e convogliarla verso Santa Caterina Valfurva per produrre neve tecnica è fallito. Davide ha battuto Golia. Intanto, però, operai e mezzi meccanici, lassù, hanno lavorato, devastando un habitat fragile ma ricchissimo di biodiversità, protetto – manco a dirlo – da due direttive europee e inserito nella Riserva Tresero-Dosso del Vallon.

La novità, a distanza di quasi due anni, è che nessuno pagherà per i danni commessi. Il Comitato “Salviamo il Lago Bianco”, il cui impegno (insieme a Cai, Italia Nostra, Legambiente e tanti altri) ha permesso di bloccare i lavori, ha appreso in questi giorni che l’esposto presentato alla Procura della Repubblica di Sondrio è stato archiviato. Quando? Nel luglio del 2025. “Non possiamo accettare che la vicenda si chiuda in questo modo, nel silenzio delle istituzioni – dice a ilFatto.it Matteo Lanciani, portavoce del comitato – accettiamo l’archiviazione, naturalmente. Ma non accettiamo che la decisione non venga comunicata, in particolare al nostro avvocato che ha seguito la vicenda e che per mesi ha tenuto aperta un’interlocuzione con la Procura. La ragione è che sono decorsi i tempi per richiedere l’accesso agli atti, e ora non possiamo sapere il motivo dell’archiviazione”.