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16 AGOSTO 2025
Ultimo aggiornamento: 9:03
Per il Lago Bianco, a 2.652 metri di quota, sul passo Gavia, non c’è pace. Per l’area circostante lo specchio d’acqua al centro del Parco Nazionale dello Stelvio prosegue la precarietà, nonostante la rilevanza naturalistica. Precarietà alla quale non hanno posto fine neppure i lavori di ripristino dai danni inferti dalla realizzazione del progetto del Comune di Valfurva e della Società Santa Caterina Impianti spa che prevedeva la captazione di acqua dal Lago Bianco da trasformare in neve artificiale, per alimentare la pista da sci di fondo Valtellina. Lavori di ripristino realizzati ad ottobre 2024.
Lavori “che solo in queste settimane si mostrano nella loro evidenza”, spiega a ilFattoQuotidiano.it Matteo Lanciani, referente del Comitato Salviamo il Lago Bianco. “Il “ripristino” è constato in una semplice copertura di terra e rocce che lasciano l’area del gigantesco scavo totalmente sconnessa”, si legge sulla pagina Facebook del comitato nato nel 2023 in opposizione ai lavori di captazione. Si legge, ancora che “il profilo del terreno è discontinuo, la grossa piramide di terra svetta vicino al lago per coprire l’abominevole cubo di cemento che contiene l’ormai ex cabina di controllo e comando delle pompe”. La descrizione prosegue. “Le tubazioni rimaste interrate proseguono verso valle, lo squarcio anche qui è privo di alcun tipo di rivegetazione, non un filo d’erba è spuntato e le trincee scavate in difformità dal progetto esecutivo autorizzato (oltre i 5 metri di larghezza invece di 1,5) terminano dove le tubazioni, ora coperte da qualche sasso, lasciano intravedere una continua e costante perdita d’acqua che ha generato un torrentello, un estuario artificiale ora veicola le acque del Lago Bianco verso valle erodendo l’habitat”.







