CORTINA D'AMPEZZO (BELLUNO) - Il lago che non c’è aveva specchi d’acqua verdi smeraldo e le anatre nuotavano sincroniche nel paradiso delle Tofane. Lago Ghedina si chiamava, nome preso dalla storica famiglia ampezzana proprietaria di terreni e, appunto, anche di laghetti. Da qualche giorno però di quei riflessi cromatici non c’è più traccia. Restano limo, fango e sedimenti accumulati negli anni. Ed è un mistero, perché nessuno sa quale sia il motivo. È il mistero del lago sparito alle porte di Cortina, a circa 1.400 metri d’altitudine.

A dire il vero ora stanno provando a risolvere in qualche modo la situazione e un po’ di acqua è comparsa. Ma siamo ben lontani dal soggetto plurifotografato e condiviso sui social, quello che faceva impazzire i turisti in questo angolo iconico nella Perla delle Dolomiti.

Nei giorni scorsi era stato Antonio Saliola a sollevare la questione del lago improvvisamente secco. Dal 2019 è il gestore del ristorante che si affaccia sullo specchio d’acqua, fra i larici del bosco, con una terrazza a sbalzo. Proprio lui aveva ipotizzato che il fenomeno dello scarso apporto idrico potesse dipendere dai lavori eseguiti alle pendici della Tofana per le Olimpiadi e le Paralimpiadi invernali 2026. Sì, perché il Lago Ghedina non ha corsi d’acqua o torrenti immissari.