CONEGLIANO (TREVISO) - «Non sapevo cosa aveva fatto mio figlio, non immaginavo una cosa così ma conosco il suo temperamento». Così avrebbe detto ai militari dell'Arma il padre del 13enne dominicano segnalato alla Procura dei Minori per rapina e furto con strappo, ai danni di tre donne, aggredite in centro lo scorso 16 marzo. Sono stati proprio i carabinieri a raccontare al genitore del ragazzino come si sono svolti gli episodi di cui si è reso protagonista. E lui non si è stupito: conosce il carattere irrequieto del figlio. Che è stato incastrato poche ore dopo i fatti, quando durante la perquisizione i militari hanno nascosto nei suoi slip il codice fiscale di una delle vittime.
Ma in queste ore, si è parlato di giovanissimi "irrequieti" anche alla guida: al campo scuola dell'Aci allestito mercoledì mattina in centro a Treviso per parlare di prevenzione alla guida, alcuni studenti sono stati sottoposti ad alcoltest. Ma quella che doveva essere solo una prova, ha dimostrato che più di qualcuno aveva superato il dosaggio consentito già dal mattino. «Episodi come questi rendono ancora più necessario continuare a investire nella prevenzione tra i giovani - interviene il direttore dell'Ulss 2 Giancarlo Bizzarri -. Nei prossimi tre anni dovremmo mettere in pratica progetti concreti per responsabilizzare il maggior numero possibile di giovani che si mettono alla guida». Sul caso si è espresso anche il sindaco Mario Conte: «Dovremmo sentire cosa ne pensano i genitori di questi ragazzi perché pensare che alle nove del mattino ragazzi di 14 15 anni siano già alterati dall'alcol evidentemente c'è qualcosa che non funziona a livello familiare più che a livello comunitario - afferma -. Per fortuna erano pochi mentre tutti gli altri erano assolutamente lucidi. Dispiace vedere danni, atti vandalici, situazioni di degrado sociale manifestato attraverso i giovani perché si stanno bruciando il loro futuro. Coinvolgiamo le famiglie anche da un punto di vista delle responsabilità».






