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26 MARZO 2026

Ultimo aggiornamento: 17:05

“Il prezzo dei carburanti è cresciuto in Italia molto meno che negli altri Paesi europei, meno della metà rispetto a Paesi come la Germania, la Francia e la Spagna a dimostrazione di come i nostri strumenti di monitoraggio, preventivi, di controllo e trasparenza messi in atto sono stati più efficaci tanto che, ad esempio la Germania proprio oggi ha approvato dei provvedimenti per controllare la filiera del prezzo seguendo la nostra strada”. L’ottimismo è il sale della vita, recitava un antico spot, e il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, deve averne fatto tesoro nel rispondere alle domande dei cronisti a a margine dell’inaugurazione di Cosmoprof a Bologna. I dati a cui Urso si riferisce sono quelli pubblicati stamattina dal suo stesso ministero attraverso una comparazione dei prezzi di Italia, Germania, Francia e Spagna. La fonte del report è, a riprova della bontà dei dati, il Weekly Oil Bulletin della Commissione europea.

Sulla base di questi numeri, afferma il Mimit, si può dire che “l’Italia registra la crescita più contenuta dei prezzi dei carburanti tra i principali Paesi europei e, al contempo, i prezzi medi di benzina e gasolio inferiori rispetto alle grandi economie industriali dell’Unione europea, Francia e Germania”. I dati, aggiunge il ministero in stereofonia al suo ministro, “confermano in modo inequivocabile l’efficacia del sistema di monitoraggio introdotto dal Governo nel gennaio 2023 e dei controlli tempestivamente attivati fin dall’inizio delle tensioni in Iran”.