Poco da perdere e moltissimo da guadagnare.
In fondo l'Irlanda del Nord affronta lo spareggio con l'Italia nelle condizioni migliori e il tecnico, Michael O' Neill, può quindi provare a riportare la sua squadra a un Mondiale dove manca da 40 anni. Manca però Connor Bradley, il miglior giocatore nonché l'unico che gioca in una big come il Liverpool, e manca anche Daniel Ballard, centrale del Sunderland che lascia un bel vuoto in una difesa già di per lei non proprio ermetica.
Resta quindi un gruppo che proviene per lo più dalla terza serie inglese e che del calcio anglosassone ha stile di gioco e carattere: palloni in verticale per evitare passaggi e grandi schemi e arrivare così a creare qualcosa nell'area avversaria e grinta da vendere fino al 90'. E magari anche oltre perché arrivare ai supplementari sarebbe solo un vantaggio per i ragazzi di O'Neill che non vede l'ora di inchiodare l'Italia sul pari con conseguente aumento di ansia per gli azzurri.
"E' importante per noi restare in partita, più passa il tempo più diventa difficile per chi ha più aspettative addosso. Il ct dell'Italia ha una pressione ben diversa rispetto a quello dell'Irlanda del Nord", l'ovvia considerazione di O'Neill che sa benissimo che "in ogni partita c'è un importante aspetto psicologico" e ricorda "la grande aspettativa" sugli Azzurri mentre "noi arriviamo con spensieratezza e siamo un po' più tranquilli".













