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25 MARZO 2026

Ultimo aggiornamento: 14:38

Sandro Tonali – cartellino da 80 milioni di euro – vale da solo quasi l’intera nazionale dell’Irlanda del Nord, quotata 95,68 milioni: basta questo per capire che, in teoria, l’Italia non dovrebbe aver problemi a domare la Green and White Army nella semifinale del playoff mondiale di Bergamo. Il problema è che nel calcio la logica economica va spesso a farsi benedire e la storia azzurra ha una discreta collezione di figuracce contro avversari più deboli. Dalla Corea del Nord (mondiale Inghilterra 1966) alla Macedonia del Nord (playoff di Qatar 2022), la galleria degli orrori è l’altra faccia di un movimento quattro volte campione iridato e due volte in cima all’Europa.

Anche l’Irlanda del Nord fa parte della nostra collezione dei fantasmi: mise la firma alla nostra prima mancata qualificazione al mondiale, nel 1958. Sessantotto anni dopo, rieccoli di fronte all’Italia, neppure molto diversi da allora: calcio britannico old style, modulo 5-4-1, giocatori sparsi tra Premier, Championship e League One, un allenatore (Michael O’Neill) che si divide tra nazionale e Blackburn (da febbraio), il 69esimo posto nel ranking Fifa e la consapevolezza che ogni partita è una battaglia. In Irlanda del Nord ricordano però bene lo scacco matto all’Italia di 68 anni fa: “Lo spirito del 1958 – scrive il Belfast Telegraph – è la cosa di cui avrebbe bisogno la nostra nazionale contro l’Italia a Bergamo. Allora, riuscimmo persino a provocare un caso portato all’attenzione del governo di Roma”.