Sarebbe stato degno delle cronache nazionali: un paese di 4mila 500 anime, poco meno di 4mila elettori e altrettanti votanti. E anche qualcosa in più, vista la percentuale del 100,79. Così dice la voce dell’affluenza relativa al comune di Specchia, a sud di Lecce, alle 15 dello scorso lunedì (23 marzo) quando si chiudevano le urne del referendum sulla giustizia. E a tre giorni di distanza ne staremmo parlando come di un modello. Roba che neppure in Emilia Romagna, dove l’affluenza è stata la più alta d’Italia (67%). Quasi quattromila elettori e neanche un astensione.
Peccato, però, che il dato non stia in piedi. Quello comparso sul portale ministeriale Eligendo — la piattaforma ufficiale attraverso cui vengono caricati e diffusi in tempo reale tutti i risultati elettorali — non è altro che il prodotto di un errore tecnico nell'incrocio dei dati. Una di quelle sviste che capitano quando, nella concitazione dello spoglio, i numeri provenienti da fonti diverse — verbali di sezione, registri degli elettori, dati trasmessi dai comuni — vengono incrociati in modo non corretto. Un valore finisce dove non dovrebbe, una colonna si somma a un'altra, e il risultato è un'affluenza che scavalla il cento per cento: una percentuale matematicamente impossibile, che da sola basta a smascherare il disguido. Che l’ufficio elettorale competente sta provvedendo a correggere.















