Si chiama Hoptimist il coniglietto benaugurante – con molla centrale per farlo idealmente “saltellare” – proposto dall’omonima azienda danese come segnaposto, decoro per un centrotavola giocoso o semplicemente scacciapensieri.
Ideato da Gustav Ehrenreich negli Anni '60 come “promemoria” per l’impegno a pensare sempre positivo, oggi quel coniglietto e i suoi “amici” agnellini, si rivelano emblema di un nuovo modo di intendere la tavola di Pasqua: più divertente, ironico, da bambini cresciuti, sì, ma non tanto da aver dimenticato il fascino di un “giocattolo”.
E che il gioco sia la chiave della tavola di Pasqua è evidente nelle proposte di design. A vincere sono i simboli tipici del periodo di festa, spesso ripensati in chiave pop e ammodernati o, al contrario, ripresentati in una ricercata visione vintage. Così, Dbkd firma il contenitore con coperchio dalle lunghe orecchie, ideale anche come portabiscotti, che ha la silhouette – evidente e dichiarata – di un coniglio ma nel contrasto tra la sua rotondità e le orecchie appuntite, ricorda anche suggestioni nipponiche, perfino Totoro, icona animata di Hayao Miyazaki, con i suoi rimandi all’invisibile e al mistero. «Solo al tempo dell'infanzia tu potresti incontrarlo e poi non più... e ti meraviglierai», recita la canzone finale del film nella versione italiana. Un messaggio chiaro che ben si presta a dare voce allo stile della festa.








