VENEZIA - «Ci liberiamo di tre scorie». Raffaele Speranzon, davanti alle domande dei giornalisti sulle dimissioni di Andrea Delmastro, Giusi Bartolozzi e Daniela Santanché, ieri mattina ha risposto così, di getto. Salvo poi correggersi: «Intendo di situazioni che possono aver disorientato l’elettorato». Poche battute dirette su un caso tanto spinoso, che il senatore veneziano di Fratelli d’Italia ha pronunciato nella sua città, in occasione della presentazione di uno studio sul sistema porto.
Tra i relatori dell’incontro, Speranzon è stato intercettato dai giornalisti all’ingresso di Ca’ Corner, la sede della Città metropolitana di Venezia.
Il senatore veneziano, da sempre molto vicino alla premier Giorgia Meloni, se n’è uscito subito con quella definizione di «scorie», poi aggiustata. Una risposta immediata, forse non troppo ponderata, diciamo senza filtri, ma che ha messo in luce un certo fastidio verso i tre protagonisti al centro, per ragioni diverse, di polemiche che non hanno certo favorito il Governo. «Ho piena consapevolezza che fino al terzo grado di giudizio sono tutti presunti innocenti - ha aggiunto Speranzon - Ma quando si svolgono funzioni importanti per la nazione, è opportuno evitare di trovarsi in condizioni di essere chiacchierati, che ci siano zone d’ombra».











