PORDENONE - Si chiama ufficialmente Centro Direzionale Galvani, ma per tutti è semplicemente il "Bronx". Un soprannome che non ha nulla di affettuoso né di ironico: è una sentenza che descrive, senza fronzoli, la realtà della zona, specialmente quando si scende nei parcheggi. Basta passarci qualche ora, parlare con chi ci lavora, con chi vi lascia l'auto ogni mattina o con chi ci transita a piedi, per capire il perché del paragone con il malfamato quartiere di New York.

Arrivando dal Parco Querini, di fronte alla stazione, incontriamo Giorgio. Sessant'anni e lo sguardo di chi la città la conosce da decenni, ci tiene subito a precisare che quello che vediamo oggi è solo l'ombra di ciò che c'era. «Qui sorgeva una sorta di Villa dei Galvani - ricorda -. Era una struttura bellissima, ricordava il Castello di Miramare. C'era persino un laghetto con le barche; era un luogo di estrema eleganza». Poi è arrivato il progresso. La villa è stata demolita e al suo posto è sorto il complesso di parcheggi e uffici che Giorgio definisce, senza troppi giri di parole, di «una bellezza decisamente discutibile, soprattutto rispetto al passato».

Ma il problema non è solo estetico: «Il vero nodo oggi è la sicurezza. Nelle ore serali bisogna fare molta attenzione; io personalmente evito di passare di qui perché l'aria che si respira non mi piace affatto».