Le strade qui hanno nomi da fiaba.
Via Chiaro di Luna, e più in là, via del Flauto Magico.
Ma quella del rione Conocal a Ponticelli è una triste storia di degrado, quella della povera Jlenia, uccisa a coltellate dal fratello Giuseppe. Due giovani vite bruciate in un territorio difficile, figli di un disagio sociale, cresciuti troppo in fretta senza genitori (mamma e patrigno sono in carcere). Il Rione Conocal è un insediamento realizzato alla periferia orientale di Napoli dopo il terremoto del 1980. Tanti palazzoni anonimi in un quartiere senza servizi, con bambini costretti a giocare in strada, un campetto di calcio ridotto a pattumiera.
Rioni-dormitorio, come anche il Lotto O, destinati a raccogliere gli sfollati di varie zone del centro di Napoli. 50 mila i residenti. Il volto del territorio è stato, così, completamente trasformato; la vecchia popolazione che risiede nel centro storico del quartiere - come spiega sulla sua pagina l'Istituto Comprensivo "Marino - Santa Rosa - ricorda quella che prima era "un'economia fondata sul lavoro agricolo, l'artigianato e il commercio".
Nel buio della speranza prendono il sopravvento i clan, gli unici ad arricchirsi. E anche quegli ammassi di cemento rappresentano occasione di business. Un'indagine congiunta condotta da Polizia e Carabinieri ha fatto emergere che per entrare in uno di quegli appartamenti bisognava pagare, anche 11 mila euro, e per chi non si metteva in riga c'erano botte e violenze. Ma non finisce qui. C'era il pizzo anche sui banchetti per la vendita delle sigarette di contrabbando: un'indagine della Dda di Napoli ha infatti svelato che il gestore di un banchetto di sigarette pagava fino a 800 euro al mese mentre i supermercati della zona pagavano il pizzo dai 1000 ai 1500 euro in occasione delle festività.








