PORDENONE - Prima la stazione, poi il Bronx, ma ora anche il centro storico diventa il fulcro di una violenza che sembra non avere più freni. In piazzetta Bertossi tutto è esploso poco dopo la mezzanotte tra sabato e domenica: almeno quindici persone si sono affrontate in una rissa. A raccontare quanto accaduto sono i residenti del condominio affacciato sulla piazzetta, che da tempo non riescono più a dormire sonni tranquilli. Sono stati proprio loro ad allertare immediatamente le forze dell'ordine, ma al loro arrivo i partecipanti allo scontro si erano già dileguati. La zona, infatti, offre due vie di fuga rapide: chi verso via Cavallotti, chi giù per la gradinata di via Bertossi. Lo scenario del mattino successivo era desolante: sangue a terra e cocci di vetro ovunque. Non si è trattato solo di grida; sono volate bottiglie e i colpi sono stati sferrati con una ferocia tale da lasciare tracce ematiche evidenti su tutta l'area.
Per chi vive nel condominio che affaccia sulla piazzetta, questo è uno scenario ormai tristemente ricorrente. «Quello sotto al palazzo è diventato un punto di ritrovo costante, una sorta di zona franca dove tutto sembra permesso - racconta con amarezza una residente che chiede l'anonimato - e non parliamo solo di ragazzini. Arrivano uomini di 30 o 35 anni, di svariate nazionalità, spesso accompagnati da ragazze italiane. È un mix che genera tensione continua: si sente spesso odore di hashish e il rumore di fondo è fatto di urla e schiamazzi che non si fermano mai». I condomini sono ormai disperati e la loro è diventata una resistenza fatta di difesa passiva e barriere fisiche. Da tempo, infatti, sulle panchine dell'area sono state installate delle pesanti barriere in ferro: una scelta drastica nata con l'unico scopo di impedire a chiunque di sedersi o sdraiarsi a lungo. «Abbiamo allertato le forze dell'ordine da tempo, abbiamo cercato il dialogo e spesso ci sono anche gli steward a presidiare l'area, ma la situazione rimane fuori controllo. Ci sentiamo prigionieri in casa nostra». Proprio ieri mattina, sul posto sono stati avvistati anche il questore Graziella Colasanto e il prefetto Michele Lastella, che hanno confermato come la zona sia da tempo monitorata e regolarmente controllata dalle volanti. Piazzetta Bertossi non è però un caso isolato: quello che sta accadendo lì sembra parte di un malessere più diffuso, che sta raggiungendo anche altre zone del cosiddetto "salotto buono" di Pordenone.






