Anche in una situazione difficile come quella degli attuali venti di guerra, a Pasqua non mancherà la voglia di stappare qualche bottiglia di vino. Senz’altro di quelle di Prosecco - bollicine che sembrano immuni a dazi e calo dei consumi alcolici - per cui si stimano ordini in crescita del 4% in occasione delle prossime festività.

I dati più recenti confermano la solidità di tutte e tre le denominazioni del Prosecco, sottolineano dal Gruppo Vinicolo, Distillati e Liquori di Confindustria Veneto Est. Il Prosecco Doc ha chiuso il 2025 con 667 milioni di bottiglie imbottigliate (+1,1% rispetto al 2024) e oltre l’82% della produzione destinata all’export, per un valore stimato alla produzione di oltre 3 miliardi di euro. Il Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg ha registrato circa 98 milioni di bottiglie (+8% sul 2024), confermando il ruolo centrale della qualità e dell’identità territoriale. La Docg Asolo Prosecco si conferma la denominazione più dinamica, con oltre 32 milioni di bottiglie imbottigliate e una crescita del 16% rispetto al 2024.

«Il Prosecco è uno dei simboli più forti del Veneto nel mondo e il risultato di un lavoro collettivo costruito nel tempo. Il Veneto ha saputo affermarsi nel mondo grazie a questo vino, ricco di profumi, freschezza ed equilibrio, che deve essere costantemente valorizzato, raccontato e tutelato nella sua identità. La vera sfida oggi non è la crescita in sé, ma la capacità di continuare a proteggere questo patrimonio senza mai darlo per acquisito», dichiara Settimo Pizzolato, presidente del Gruppo Vinicolo, Distillati e Liquori di Confindustria Veneto Est, al rientro da Wine Paris e ProWein.