Milano, 12 set. (askanews) – “Solitamente quando un prodotto diventa inflazionato, la sua naturale conseguenza è l’implosione, si tratta di una regola quasi assoluta. La continua crescita della Doc sta provocando un progressivo e inesorabile abbassamento del valore percepito del prosecco, generando una spirale a ribasso che lo sta posizionando a livello di commodity, con prezzi che oscillano tra 2 e 3 euro”. A dirlo ad askanews è Loris Dall’Acqua, enologo e Ad di Col Vetoraz Spumanti, azienda di Santo Stefano di Valdobbiadene (Treviso), nel cuore delle colline del Cartizze, che dal 2017 ha scelto di non riportare più la parola “Prosecco” sulle proprie etichette, a sottolineare il legame esclusivo con Valdobbiadene e con il suo terroir unico.
“Il grande universo prosecco però è costituito da realtà che non sono minimamente confrontabili tra di loro” prosegue Dall’Acqua, spiegando che “c’è il Conegliano-Valdobbiadene Docg, un sistema collinare riconosciuto dall’Unesco come patrimonio dell’umanità. Qui – continua – la vite viene coltivata da oltre ottocento anni, dove donne, uomini e vite si sono plasmati con queste colline in un legame indissolubile. Usi, costumi, tradizioni, terra, clima, vino: tutto questo assieme è il vero significato di terroir”.






