In un momento storico in cui il vino fatica a tenere il passo dei consumi e molte denominazioni registrano segni meno, il Prosecco Doc va in controtendenza. Il 2025 si chiude infatti con un lieve incremento di produzione e vendite: +1,1% rispetto all’anno precedente. Un dato significativo in un contesto segnato da instabilità geopolitica, inflazione, dazi e pressione sui prezzi. Una denominazione che guarda avanti anche sul fronte dei trend di consumo internazionali: è a buon punto il progetto strategico sul Prosecco low alcol (8-9 gradi), destinato ad arrivare sul mercato a partire dal 2027.
Il presidente del Prosecco Doc, Giancarlo Guidolin
Produzione e valore: i numeri del 2025
Nel dettaglio, il Prosecco Doc ha chiuso l’anno con 667 milioni di bottiglie complessive, per un valore di 3,6 miliardi di euro, di cui oltre l’82% destinato all’export in 164 Paesi. La produzione si divide tra 606.891.509 bottiglie di Prosecco Doc e 60.360.239 bottiglie di Prosecco Doc Rosé. Numeri che ne fanno il vino spumante italiano più venduto nel mondo.
“Mentre gli altri vini calano, il Prosecco Doc fa +1,1% e questo per noi è il dato più interessante – sottolinea Giancarlo Guidolin, presidente del Consorzio di Tutela – Il dato conferma la tenuta della nostra denominazione in un anno caratterizzato da forte instabilità dell’economia globale. La resilienza è il risultato del lavoro compatto di tutta la filiera: viticoltori, vinificatori e case spumantistiche. Una sinergia che, insieme alla tutela del consumatore, ci permette di affrontare scenari complessi con equilibrio e lungimiranza”.








