C’è un fantasma che si aggira per i corridoi del Csm: il suo nome è Luca Palamara. All’indomani della vittoria del No al referendum sulla giustizia, in tanti si chiedono: «Ma perché solo lui?». Già, perché proprio lui, e soltanto lui, è stato trasformato nel simbolo di un sistema che, a quanto pare, continua a funzionare esattamente come prima. Se non meglio. Radiato nel 2021, travolto dallo scandalo dell’hotel Champagne, l’ex presidente dell’Associazione Nazionale Magistrati è stato sacrificato con una precisione chirurgica. Un’operazione esemplare verrebbe da dire. Talmente esemplare da lasciare intatto tutto il resto. Perché mentre lui veniva espulso con ignominia, tutti gli altri, quelli che quel sistema lo hanno frequentato, alimentato e utilizzato, sono rimasti serenamente al loro posto. Senza scossoni, senza conseguenze, senza nemmeno troppa necessità di spiegazioni. Ed è qui che il paradosso smette di essere sottile e diventa plateale.
Giustizia, perché solo Palamara? Il sistema delle correnti non è morto
C’è un fantasma che si aggira per i corridoi del Csm: il suo nome è Luca Palamara. All’indomani della vittoria del No al ref...






