GODEGA - Nel luglio scorso aveva rimediato una pena di un anno e due mesi di reclusione, ottenendo la sospensione condizionale. Nonostante la condanna, ha continuato a perseguitare l’ex compagna, finendo di nuovo a processo: altri 4 mesi di carcere in continuazione.
Ma per un 33enne albanese residente a Godega Sant’Urbano e difeso dall’avvocato Paolo Pastre, che davanti al giudice ha dichiarato che lascerà in pace la ex, ha ottenuto anche la revoca della misura cautelare in atto, ovvero il divieto di avvicinamento alla donna a meno di 500 metri con braccialetto elettronico. In altre parole ha riacquistato la piena libertà. Anche quella di poter continuare a importunare quella 32enne ucraina con cui aveva avuto una relazione e che per due volte l’ha denunciato a causa dei suoi comportamenti molesti.
La storia della 32enne è quella di una donna che nel dicembre del 2022 riesce a scappare dalla guerra in Ucraina, trovando un appoggio a Godega dove l’ex marito si era trasferito da qualche anno mettendo in piedi una propria attività. Tra i suoi operai c’era anche il 33enne albanese, di cui la vittima si è innamorata iniziando con lui una relazione. Ben presto, però, le attenzioni dell’uomo si sono tramutate in persecuzioni dettate da atteggiamenti possessivi e violenti dovuti alla gelosia. Lei è bella, e non passa di certo inosservata. Cosa che lui non riesce a sopportare. A dicembre del 2024 la donna, dopo un periodo di convivenza, la 32enne decide che di quell’uomo non ne vuole più sapere. Ma lui non ci sta e inizia a stalkerizzare l’ex compagna con messaggi del tipo «Sei una poco di buono...con tutto quello che ho fatto per te...ti ho dato l’anima ma adesso ti do fuoco». Ma non solo. Ossessionato dal non poterla più controllare, ha cominciato a seguirla, a farsi trovare davanti casa dove lei viveva con i figli. Ha provato anche a entrare di nascosto. Per non parlare delle telefonate insistenti, fatte anche agli amici e ai conoscenti della donna per avere sue notizie. L’episodio emblematico durante la festa di Capodanno: ha chiesto alla donna di ricominciare e festeggiare assieme, ma lei ha rifiutato. Allora lui si è presentato davanti all’abitazione dell’amica dove la 32enne si è recata per il cenone prendendo a calci e pugni la porta d’ingresso e una finestra, e mandando messaggi di minacce e d’insulti alla donna terrorizzata.






