Un proiettile nel cuore. E una geometria sentimentale che attraversa la poetica delle canzoni e degli amori di Gino Paoli morto a 91 anni a Genova, sublimando in quella minaccia inesplosa dopo il tentativo di togliersi la vita nel 1963. Un monito, un simbolo, un azzardo con cui ha infine convissuto per più di sessant’anni, risistemando nel frattempo le pieghe sgualcite della sua fama di donnaiolo romantico: due matrimoni, due storie celebri, quattro figli, infiniti titoli sui giornali che negli anni 60 mal tolleravano il more uxorio.

Gino Paoli e la prima moglie Anna Fabbri

La prima moglie di Gino Paoli Anna Fabbri è stata la più defilata tra le compagne del cantautore nato a Monfalcone nel 1934, e cresciuto umanamente e artisticamente a Genova. E anche la più resiliente, considerato il periodo storico in cui si trovò a fronteggiare i pettegolezzi e a dover incarnare, suo malgrado, un ruolo che poco le si addiceva: la moglie costantemente tradita. Riservatissima, poco incline a condividere i dettagli della sua vita personale, Anna Fabbri ha sempre mantenuto il massimo riserbo sulle turbolenze del suo matrimonio con Gino Paoli: nonostante tutto, è stata una pioniera delle famiglie allargate e parallele, accogliendo spesso Amanda, nata dalla relazione parallela che Paoli ebbe con Stefania Sandrelli pochi mesi dopo la nascita del loro unico figlio Giovanni, e mantenendo rapporti ottimi con tutte le donne calcificate nel cuore del suo ex marito. Nel 2025 il nome di Anna Fabbri è riemerso nelle cronache alla morte del figlio Giovanni a soli 60 anni.