“Senza fine, Tu sei un attimo senza fine, non hai ieri, non hai domani…Tutto è ormai nelle tue mani, mani grandi. Mani senza fine”. Suonano malinconiche ma anche ricche d’amore le parole di “Senza Fine”, scritta da Gino Paoli – morto oggi 24 marzo all’età di 91 anni – per Ornella Vanoni nel 1961. Il loro amore è stato intenso, l’amicizia che ne è seguita anche, fatta di complicità, trasparenza e sincerità. Quando è morta Ornella Vanoni, il 21 novembre 2025, il silenzio di Paoli è stato assordante. Un cuore nero è stato il commento per la dipartita della sua grande amica. Ma della coppia musicale straordinaria, entrambi hanno segnato la musica italiana per sempre, rimane tutto. Le loro canzoni, i loro tour insieme, gli scherzi.

La già citata “Senza Fine” è un quadro perfetto che descrive una relazione unica. Il brano nasce nel 1961 proprio quando la coppia è unita, un sentimento nato non all’improvviso ma piano piano con la conoscenza e lo scambio culturale. La canzone è la celebrazione delle mani dell’artista che definiva “grandi, bellissime”.

I due si incontrano per la prima volta nel 1960 al Bar Jamaica. Un segno del destino li unisce già sono entrambi nati a settembre del 1934: lei il 22, lui il 23. Entrambi erano legati all’etichetta Ricordi: da quel momento nasce non solo una collaborazione professionale, ma anche una relazione sentimentale intensa. Paoli, già sposato in quel periodo, scrive per Ornella alcuni dei suoi brani più importanti, come “Senza fine” e “Che cosa c’è”