Il progetto più amato era sfumato lo scorso novembre, con la morte dell’amica eterna Ornella Vanoni, volata via con già allo studio la registrazione di un nuovo duetto e la partecipazione condivisa a un grande evento dedicato alla storia della canzone, in fase di organizzazione a Genova. L’ultimo appuntamento con la sua città, però, Gino Paoli, che si è spento ieri a 91 anni,lo aveva praticamente già in programma per metà aprile, in occasione di una delle tappe della rassegna sui cantautori nel cartellone di Palazzo Ducale. Un’intervista da registrare o fissare nell’incontro con Roberto Vecchioni, – spiega Margherita Rubino, che a Paoli era molto vicina – per farne un ponte tra vecchie e nuove generazioni di parolieri della città.
La città che ha dato i natali ai cantautori che cambiarono la musica italiana negli anni Sessanta e Settanta, i Tenco, i Lauzi, i Reverberi, i De Andrè, compagni di gioventù di Paoli, è in fondo la stessa che in questi anni ha cresciuto alcuni dei migliori talenti del rap e della trap, compresi gli artisti che tra di loro, con il tempo, si sono convertiti al pop. Da Bresh a Alfa, da Tedua a Izi fino all’ultima scoperta, Sayf, sbocciato definitivamente sul palco dell’ultimo Festival di Sanremo: tutti in qualche modo ispirati dall’artista cresciuto davanti allo stesso mare, tutti chiamati in queste ore a ricordarlo tra social e ricordi personali.










