Nel primo bimestre 2026 il mercato europeo dell'auto registra un calo del 18,3% rispetto al 2019, cioè ai livelli ante-crisi, "primo obiettivo da raggiungere per il ritorno alla normalità del mercato dell'auto dell'Europa Occidentale come già è avvenuto nel resto del mondo".

Lo sottolinea il Centro Studi Promotor.

Tra i cinque maggiori mercati nazionali dell'Europa Occidentale, il calo maggiore, rispetto al primo bimestre dello scorso anno, riguarda la Francia (-11,1%), seguita dalla Germania (-1,4%). Negli altri paesi che fanno parte del gruppo dei cinque maggiori si registrano invece crescite (Spagna + 4,6%, Regno Unito +4,8% e Italia +10,2%). Il confronto con la situazione ante-crisi, cioè con il 2019, è negativo per tutti con un calo del 30,4% per la Francia, del 24,2% per la Germania, del 13% per l'Italia, del 12,4% per la Spagna e del 3,6% per il Regno Unito. Per quanto riguarda la quota delle auto elettriche nei cinque maggiori mercati in testa alla classifica vediamo la Francia con una quota del 27,5% seguita da Germania e Regno Unito, entrambe con il 22%, e quindi dalla Spagna con il 9% e dall'Italia con il 7,3% raggiunto con la coda degli incentivi varati nell'ottobre scorso. La quota delle elettriche è decisamente più elevata di quella delle ibride plug-in in quanto è del 19,6% contro il 10,1% delle plug-in, ma il tasso di crescita in questo primo bimestre del 2026 è del 32,6% per le plug-in contro il 14,8% delle elettriche. Aumenta il peso delle vendite di auto elettriche di modelli di case automobilistiche solo di recente affacciatesi in maniera significativa sul mercato dell'auto europea. "Sulla lentezza a ritornare ai livelli ante-crisi dei paesi dell'Europa Occidentale ha influito il travaglio per raggiungere gli obiettivi ambientali fissati dalla Ue e adottati anche dal Regno Unito che della Ue non fa più parte ma che continua a seguirne gli indirizzi su alcune cattive strade" commenta il presidente Gian Primo Quagliano.