(di Isabella Maselli) Gli orrori della guerra, "di cui sembra abbastanza evidente che l'uomo non abbia conservato alcuna memoria", l'amore "necessario" in un mondo in cui "ci stanno togliendo anche la speranza in un futuro migliore" e poi l'appello ai giovani a "scappare dalle relazioni tossiche".
L'incontro di cinema nel teatro Petruzzelli di Bari con l'attrice Elena Sofia Ricci, premio Bif&st 'Arte del cinema', è stato anche un'occasione di denuncia, stimolato dal film 'La farfalla impazzita' di Kiko Rosati, proiettato prima dell'incontro con il pubblico, in cui lei interpreta Giulia Spizzichino, ebrea romana segnata dalle deportazioni e dalla strage delle Fosse Ardeatine.
"Vediamo ovunque - ha detto - quello che è stato fatto al popolo ebraico durante la guerra.
Adesso altri popoli, compreso quello, lo perpetrano su altri popoli. È terribilmente doloroso, è possibile che non abbiamo imparato niente dalla storia? Quello che sta succedendo è veramente sconvolgente, agghiacciante".
A margine, parlando del futuro della sua carriera, l'attrice ha rivelato di voler "tanto fare un film mio, vorrei raccontare una storia molto importante. Spero di farlo, ma non mi viene permesso, perché è un po' scottante la materia, psicopatologica, un thrillerone".







