Un appuntamento che fonde letteratura, storia contemporanea e spettacolo. Il Premio Strega Nicola Lagioia, già direttore del Salone del Libro, sabato 21 alle 21 al Teatro Fassino di Avigliana (con biglietti in prevendita su vivaticket.com) porta in scena una lezione-spettacolo sulla guerra. E quando si vuole capire di cos’è fatto davvero il nostro cuore di tenebra, anche la letteratura può venire in aiuto. Dalla Genesi all’Iliade, da Lev Tolstoj a Svetlana Aleksievič, da Carl Jung a Simone Weil, Lagioia ripercorre 2.500 anni di letteratura provando a leggere l’attitudine dell’uomo alla distruzione e all’autodistruzione, come malattia della specie umana. «Realisticamente parlando, fino a questo momento non siamo guariti», spiega. «Dal 1945 la guerra non può solo minacciare Paesi, confini, civiltà, popoli, ma anche l’intera specie umana. Guariremo se noi, e le generazioni successive, sapremo essere “più avanti” dell’evoluzione tecnologica».
Che cosa rappresenta per noi la tecnologia?
«La rondine – diceva Svevo alla fine della “Coscienza di Zeno” – nei millenni della sua evoluzione si è preoccupata di irrobustire i muscoli che le permettono di volare, noi invece ci siamo costruiti protesi per modificare la nostra vita sul pianeta. Di queste protesi, la più deleteria sono le armi».






