Il Premio Strega 2026 festeggia l'anniversario degli 80 anni con il "ritorno del romanzo, della storia e delle storie, e la parallela contrazione di narrazioni autobiografiche, memorie familiari e/o di auto-fiction", come sottolinea la presidente del Comitato direttivo Melania Mazzucco.
Un'edizione accompagnata dal claim 'quasi una vita' che vede nella dozzina, annunciata l'1 aprile a Roma, l'ingresso, ma anche l'esclusione, di grandi autori.
Il superfavorito resta Michele Mari con 'I convitati di pietra' (Einaudi), proposto da Vittorio Lingiardi che ne ha parlato come di "un romanzo nero che si fa gioco del tempo che passa. Un libro comico e corale che sarebbe piaciuto a Carlo Emilio Gadda". A sfidarlo potrebbe essere Bianca Pitzorno con la sua bambina abitata da un dono, 'La sonnambula' (Bompiani), proposto da Roberta Mazzanti. Ma in pole position ci sono anche Teresa Ciabatti con Donnaregina (Mondadori), un fitto dialogo con il superboss Giuseppe Misso "detto 'o Nasone", proposto da Roberto Saviano, che vede la scrittrice tornare al Premio Strega per la terza volta, nel 2017 era stata in cinquina con 'La più amata' (Mondadori), e Matteo Nucci con 'Platone. Una storia d'amore' (Feltrinelli), proposto da Giancarlo De Cataldo, anche lui tra i cinque nel 2017. In corsa per la cinquina anche Mauro Covacich con 'Lina e il sasso' (La nave di Teseo), proposto da Edoardo Nesi e Maria Attanasio con La rosa inversa (Sellerio), proposto da Ottavia Piccolo.







