Lo scrittore Nicola Lagioia per la seconda volta, dopo la messa in scena di “La Ferocia”, torna ad ispirare il teatro e il suo romanzo “La città dei vivi” viene ripreso da Ivonne Capece, regista e digital artist, che lo presenta all’Arena del Sole oggi e domani alle 20.30. In una scenografia essenziale che unisce riproduzioni di statue antiche e proiezioni video, si riprendono le vicende del libro che racconta un fatto di cronaca: l’uccisione di Luca Varani da parte di Manuel Foffo e Marco Prato, a Roma nel 2016.
Lagioia, cosa l’ha spinta a dare il suo romanzo per la trascrizione teatrale?
«Sono sempre affascinato quando qualcuno che si esprime con un linguaggio artistico diverso dalla letteratura trae ispirazione da un mio libro. In questo modo ho il privilegio di guardare finalmente alle spalle ciò di cui mi sono occupato a lungo. Mentre scrivi non è che ti emozioni perché sai che a emozionarsi devono essere i lettori e le lettrici. Invece quando ho visto lo spettacolo in scena a Milano mi è arrivato tutto il sentimento di oppressione che quella vicenda può scatenare e mi sono detto “ma come ho fatto a stare per quattro anni immerso in una storia del genere?”»
Cosa può aggiungere il teatro alla scrittura di un romanzo?






