Il tema che percorre l'intera Mostra del cinema di Venezia, i mostri, a cominciare dall'archetipo di Frankenstein, oggi ha trovato al Lido due espressioni estremamente umane ma ugualmente intrise di tragedia.

Leonardo Di Costanzo (che in conferenza stampa ha fatto anche un appello per Gaza) propone in concorso Elisa (in sala dal 5 settembre), sulle mille ragioni del colpevole, del delitto viste al microscopio. E anche e soprattutto la rimozione, il non ricordo.

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Venezia, attesa per 'Elisa' di Leonardo Di Costanzo

È il caso della protagonista (Barbara Ronchi), trentacinquenne in carcere perché condannata per aver ucciso, senza motivi apparenti, la sorella maggiore e poi con grande crudeltà bruciato il cadavere. Ora la donna sostiene di ricordare poco o niente del delitto, come se avesse alzato un velo di silenzio tra sé e il passato, ma quando decide di incontrare nella sua 'casa di semilibertà' il criminologo Alaoui (Roschdy Zem) e partecipare alle sue ricerche, qualcosa si sblocca.